Corsa dea Befana – Malamocco, 11 gennaio 2026

Presente perché la zona Malamocco Alberoni Pellestrina ce l’ho nel cuore.

Un bel pettorale da conservare come ricordo

La Befana non mi interessa tanto.

Decisivo è stato sapere che la manifestazione sarebbe stata organizzata dal Venezia Triathlon, la società sportiva che da anni organizza – alla perfezione – l’ AlbeRunAda, a fine agosto nell’ ambito della Sagra del Peocio agli Alberoni.

Corsa rinviata dal 6 gennaio ad oggi per ipotizzato maltempo con neve.

Partenza alle 10.30, orario insolito per una non competitiva ma più che opportuno considerando che la località di svolgimento non è di agevole accesso per chi viene dalla terraferma.

12 euro come quota d’iscrizione . A conti fatti, eccessiva, ingiustificata.

Forse è per questa elevata quota d’iscrizione che siamo stati davvero in pochi a partecipare.

Poca cura dei rapporti con i potenziali partecipanti. Quando fai promozione via social devi essere pronto a rispondere alle domande che ti vengono fatte.

Dopo quasi 48 ore nessuna risposta a semplici questioni ligistiche, e questo non ben dispone.

Giornata stupenda che fa ricomparire il buonumore.

Avvicinamento in canale della Giudecca spettacolare, con il sole che fa capolino da dietro il Mulino Stuky.

Ristoro pre gara con tè caldo e panettone a cui si aggiungono, a ridosso della partenza, vin brulé e musetto.

Un’ atmosfera che mi piace nella piazzetta della partenza, nonostante la scarsa partecipazione.

Ottima logistica presso il patronato parrocchiale: spogliatoi al coperto, deposito sacche, toilette. Una simpatica befana a distribuire caramelle.

Musetto e vin brulé a cura del Gruppo Bevanda Malamocco. Un nome che è un programma per il ristoro rinforzato per il dopo corsa.

Pitura Freska a palla con l’ inconfondibile voce di Sir Oliver Skardy, neo pensionato della Pubblica Istruzione

Prima la corsa dei bambini (20) e dei ragazzi (4) e noi “atleti” ad applaudire.

Poi noi, atleti veri circa un centinaio o anche meno.

Bellissimo percorso di 11 km che ha attraversato tutte le tipologie di ambiente della zona: laguna e mare, murazzi, dune, spiaggia, pineta, bocca di porto … Una meraviglia.

Ottima segnalazione con balise umane nei punti critici.

Un ristoro liquido, anche tè caldo, lungo il percorso.

All’ arrivo non so cosa ci sia stato perché quando sono arrivato (tra gli ultimi ma nel tempo massimo) non c’ era praticamente niente.

Il musetto lo ho visto e fotografato prima di partire ma quando sono arrivato non c’ era neanche il tavolo e le pentole splendevano a specchio.

Ho raschiato il fondo della pentola del brulé per recuperare un bicchiere di bevanda tiepida.

E si che eravamo un centinaio di partecipanti…mica il triplo di quanto previsto.

All’ arrivo abbiamo ricevuto un grande Befana di pasta frolla, molto buona.

Unico, e non irrilevante neo vista la quota d’iscrizione, il ristoro finale dove, come già detto, non c’ era praticamente niente, nemmeno l’ ombra del pezzo forte della giornata, il musetto.

Questo modo di fare dimostra poco rispetto per chi partecipa, paga – non poco – e fa tanta strada per arrivare dalla terraferma.

Sono dell’ idea che anche l’ ultimo arrivato abbia gli stessi diritti del primo, debba essere accolto con tutti gli onori riservati ai primi – e non in un clima di smobilitazione – che debba trovare un adeguato ristoro – non gli avanzi – e, soprattutto, debba trovare quanto gli era stato promesso e pagato.

Ho fatto le mie rimostranze agli organizzatori – più per una questione di principio che di utilità materiale – ma nessuna scusa, nessun piano B che dimostrasse la volontà di un recupero di fiducia, se non un laconico e infastidito “la prossima volta faremo meglio”.

Un appunto sulla questione musetto e vin brulé, annunciati in bella evidenza nella locandina.

Complice la partenza ritardata in attesa di improbabili ulteriori arrivi, tutto era già pronto ben prima della partenza e un invitante profumo di brulé si diffondeva nell’ aria.

Lo speaker invitava i presenti, anche non partecipanti alla gara a servirsi, cosa che soprattutto gli accompagnatori e gli spettatori non si sono fatti ripetere due volte.

Sul momento ho molto apprezzato questo fatto che ha trasformato l’ evento sportivo in festa, festa per tutti.

Peccato che gli organizzatori non si siano organizzati per tenere da parte un po’ di roba per chi sarebbe arrivato tra gli ultimi.

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