De corsa per San Piero – San Piero in Volta, 6 luglio 2025
Una premessa: sono stato molto contento di aver partecipato, il prossimo anno ci tornerò e porterò anche tanti amici.
Una manifestazione di podismo ludico motorio di grandi potenzialità considerando il luogo dove si svolge, il gruppo di persone che la anima e il contesto sociale e culturale in cui è inserita.
Siamo nell’isola di Pellestrina, estremo sud della barriera che divide la laguna di Venezia dal mare.



Un bel villaggio di pescatori, una lunga striscia di terra incastrata tra la laguna e il mare.



Un luogo per me magico, frequentato molte volte per motivi turistici e gastronomici ma mai per un’avventura sportiva.
Una “manifestazione campestre”, come viene definita nella locandina, dove gli unici “campi” presenti sono quelli veneziani lastricati di masegni.
Una manifestazione che si svolge all’interno della tradizionale Festa di San Piero; una ghiotta occasione per fare una corsetta in un luogo insolito e far festa con la cucina di pesce della sagra, cibo davvero buono, pesce fresco e servizio veloce e cortese (per dire, un ragazzino “mio” cameriere, saputo che stavo andando a prendermi una seconda birra, si è offerto di andare andare lui a prenderla ….).
Una manifestazione alla cui organizzazione ha partecipato tutto il paese.
Ho respirato, infatti, una buona atmosfera, quella delle presenza attiva della comunità, quella che creano le persone che vogliono lavorare per il bene comune, mettendoci anima e corpo. Volontariato allo stato puro … che è una bella cosa visto come si sta degradando il mondo del running all’ inseguimento del “successo”, della visibilità nei media, dei grandi numeri, delle prestazioni degli atleti.
Sia chiaro, non mi scandalizzo per tutta questa “modernità” e per il business che ruota intorno (non escludo il “business” della beneficenza), ma sono convinto che esista ancora spazio per la semplicità e l’autenticità delle podistiche “di una volta”, che, però, non vuol dire superficialità, improvvisazione, frettolosità organizzativa.
Le premesse di un successo ci sono tutte, ma …. eravamo in quaranta partecipanti. E si tratta di una manifestazione giunta alla sua nona edizione.


Guardata con l’ occhio del runner non occasionale, che non se la tira, che cerca l’ essenziale ma non di meno, posso dire di essere soddisfatto della mia scelta, considerate anche le due ore e mezza di viaggio necessarie per raggiungere la destinazione venendo dalla campagna trevigiana.
C’erano due percorsi, di 4 e 9 chilometri.

Nessuna segnalazione fissa ma volontari della Protezione civile dove necessario.
Tre punti acqua (con acqua, te e sali minerali) lungo il percorso e uno all’ arrivo. Uno ogni due chilometri, molto apprezzati con il caldo che abbiamo trovato.




All’ arrivo niente di “solido”, almeno quando siamo arrivati noi tre ultimi.

Quota d’iscrizione di 6 euro comprendente una maglietta in tessuto tecnico, bianca e con la grafica della manifestazione, San Pietro in veste di runner!


Deposito sacche lungo il muro di una casa nei pressi dell’ arrivo. Eravamo, comunque, in un posto di gente fidata.

Nessun allestimento tipico delle manifestazioni podistiche, il che ogni tanto non guasta, così si recupera la dimensione ruspante, dell’ “organizzato in casa”, delle prime non competitive. A me questa dimensione è piaciuta.
Io sono un caso a parte perchè amo le manifestazioni podistiche sul vintage ma credo che per i più siamo, nel complesso, un po’ sotto standard (ma recuperabile facilmente).

A mio avviso, la pecca maggiore ha riguardato il percorso: le caratteristiche dell’ ambiente locale sono state scarsamente valorizzate, troppo asfalto ai piedi dei Murazzi, più di 5 km su strada anonima. Chi corre cerca anche la bellezza.

All’ arrivo non era disponibile una canna dell’ acqua per togliersi di dosso il sudore; ad un centinaio di metri ho trovato una fontanella gocciolante. E mi sono cambiato tra due furgoni delle attrazioni della sagra.
La manifestazione sportiva era organizzata nell’ ambito della Sagra del patrono con cucina di ottimo pesce.

Io avevo mangiato lì altre volte gli anni passati ed avendo apprezzato la cucina mi ero organizzato per fermarmi. Però nessuna proposta era stata messa a punto per invogliarci a pranzare.
Una mia considerazione finale.
Come già detto, la manifestazione podistica ha buone possibilità di successo, e ho detto il perché.
Andrebbe curato maggiormente il “prodotto” per renderlo più vicino ai consueti standard di una manifestazione simile.
Andrebbe, cioè, arricchito il contenuto tecnico della manifestazione, a cominciare dai percorsi sfruttando la spiaggia e la parte sommitale dei murazzi dove si potrebbero ricavare dei bei segmenti trail.
Andrebbero rinforzati i servizi logistici mettendo a disposizione qualcosa che assomigli ad uno spogliatoio e ad una doccia, anche una gomma con acqua fredda.
Nel ristoro d’arrivo qualcosa di solido andrebbe messo, sufficiente della frutta fresca di stagione.
Infine, anche per creare un indotto per la sagra, sarebbe opportuno mettere a punto un menù del podista a prezzo agevolato e con accesso preferenziale. Magari non dando la maglietta visto che chi corre regolarmente ne ha fin troppe.
Avendo costruito un “prodotto” più ricco, si dovrebbe “venderlo” con maggior efficacia, tanto nell’ area Lido, Pellestrina e Chioggia che più lontano.
Spero che i miei suggerimenti – non richiesti – vengano presi dai valorosi organizzatori per il verso giusto, un’esortazione a continuare con la De corsa per San Piero. Pronto a fare la mia parte con la mia socia.
