Marcia dei Storti – Dolo VE 3 maggio 2026

Quello che mi rimane della  Marcia dei Storti è la cura del percorso, soprattutto nella seconda parte.

Gusto personale, ma a me non piace correre in pianura, preferisco la collina, la montagna, amo i trail ma la maggior parte delle volte corro in piano, visto che non vivo in montagna.

Considerando che spesso non corro nel mio ambiente ideale, e che non corro per andare a podio o per fare il mio PB, che non corro per correre (cosa che mi piace, se no starei sul divano), una componente importante è l’ ambiente in cui corro, la sua bellezza, la sua particolarità.

Pertanto, apprezzo molto quanto gli organizzatori si impegnano a trovare gli angoli più belli, più significativi del loro territorio, un corso d’acqua, un’ oasi, un monumento, architetture rurali… chi più ne ha, più ne metta.

Sono ben consapevole che in certe zone di pianura non c’ è un granché da vedere, non c’ è nulla, ma proprio nulla che distingua una zona da un’ altra, ma capita che qualche organizzatore non si impegni tanto a scovare i passaggi più significativi delle zone in cui si sviluppano i percorsi e scelgano la soluzione organizzativamente più comoda, più semplice da tracciare e da gestire: meno attraversamenti, meno deviazioni possibili, meno volontari, meno rogne (ben sapendo, da organizzatore, che di rogne non evitabili, ce ne sono sempre e comunque, che non è il caso di andarsele a cercare per far contento il Marconato di turno).

Non è questo il caso dei Podisti Dolesi che non si sono risparmiati per farci gustare il meglio della loro zona, ricca di parchi e ville storiche.

La prima parte, verso Mira, è la più “piatta” in tutti i sensi. Un lungo rettilineo di 5 km (tutto asfalto) lungo la  Seriola, dove l’ unico diversivo è dato dagli attraversamenti – ben presidiati dai volontari.

Poi inizia il zig zag tra i parchi di alcune ville storiche accolti da figuranti in costume da nobile veneziano.

Quest’ anno una bella – e inaspettata – novità: non contenti di farci passare nel parco, in una villa ci hanno fatto passare, nientepopodimeno che attraverso il sontuoso salone d’ingresso, tra arredi, tendaggi, dipinti …

Devo dire che noi runner ci siamo comprati tutti bene: non abbiamo sporcato, non abbiamo rotto nulla, siamo stati all’ interno della corsia a noi riservata 🙂

Spettacolare anche l’ area di partenza e arrivo: lo squero monumentale che si affaccia sul Naviglio Brenta e con l’ iconico campanile che svetta sulla sponda opposta. Un bel colpo d’occhio che da solo merita la partecipazione.

Questi sono dettagli che si apprezzano, che fanno ricordare una manifestazione, che fanno venire la voglia di ritornare.

Entrando nel merito tecnico della manifestazione: non ho visto alcuna indicazione per parcheggiare ma essendo arrivato presto ho trovato posto vicino all’ area di partenza.

Tre distanze, quindi percorsi per tutti i gusti.

Ben organizzate le iscrizioni, percorsi adeguatamente tracciati, volontari nei punti critici, simpatico intrattenimento musicale e da parte dello speaker.

Ristori in abbondanza (2 + 1 finale nel mio percorso di 12 k), paninozzo per chiudere gratificando anche lo stomaco.

Un gradito omaggio: una piantina di basilico da coltivare a casa.

Ho molto apprezzato la formula del gadget ad acquisto libero: con 10 euro si poteva avere la maglietta e la sacca della manifestazione.

Un ringraziamento ai Podisti Dolesi per essersi assunti l’ onere (e le responsabilità) dell’ organizzazione di una mattinata di sport in amicizia e il riconoscimento per il grande lavoro fatto da tantissimi volontari.

Tra questi il mitico Alessandro, fotografo in bicicletta, esperto in fotografia controluce. Tutta colpa di chi ha organizzato e non ha pensato a farci correre in senso contrario e consentire così ad Alessandro di fare foto come si deve 🤣. Sono certo che il prossimo anno i Podisti Dolesi terranno in giusto conto le esigenze tecniche del fotografo.

Una nota a margine. E’ possibile che non si sia in grado di fare centro? Capisco se non fosse stato un sacco o uno scatolone, ma qui non si è avuta la pazienza, e la buona educazione, di buttare il bicchiere usato dentro il sacco, proprio davanti al proprio naso.

Sempre tanti amici ….e un contatto dal “vivo” dopo un po’ di interazione social

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