Run 5.30, al via da Verona la stagione 2026

Eccomi nuovamente a Verona per la partenza del tour 2026 della Run 5.30, un circuito nazionale da maggio a luglio in 11 tappe inventato e gestito da Sabrina Severi e Sergio Bezzanti.

La formula è semplice: 5 km e mezzo, partenza alle 5 e mezza. Si corre e si cammina al passo che si vuole perché non conta la prestazione ma la partecipazione, conta l’ esserci, il sentirsi parte di qualcosa più ampio del nostro piccolo recinto.

Un circuito iniziato 18 anni fa a Modena e che ha preso piede in numerose città italiane e anche in Inghilterra, dove Sergio vive e lavora.

Partecipazione in continuo aumento, segno che la sveglia prima dell’ alba e una corsa prima di andare al lavoro piace ad un numero sempre maggiore di persone. Quest’ anno a Verona eravamo in 3.000, in aumento rispetto agli anni passati.

Al via persone di tutte le età, dal bambino – che sbadiglia – in braccio a papà nell’ attesa della partenza, a gruppi di studenti e studentesse che si trovano prima di andare a scuola, lavoratori e lavoratrici di ogni specie (forse non quelli che stanno andando al lavoro nei campi o in fabbrica o ad asfaltare le strade), pensionati e pensionate in attesa che aprano i cantieri per andare a controllare i lavori, cani di tutte le taglie con i loro padroni.

Un nell’ambiente, tanta gioia di far movimento, tanto senso di comunità.

Partenza e arrivo in gran relax: niente musica, niente amplificazione.

Sergio con la sua bandiera di starter a scandire – accompagnato dal coro di noi partecipanti – gli ultimi 10 secondi prima delle 5 e mezza e all’ arrivo ad accoglierci tutti.

Mentre Sabrina – con occhio vigile e sapiente – tiene tutto sotto controllo e tutto fila sempre liscio, nonostante le migliaia di persone in giro (lo scorso anno a Modena – patria della 5.30 – eravamo in novemila).

Al ristoro d’arrivo sempre tanta frutta di stagione. Da qualche anno Verona significa le prime ciliegie della stagione: una ghiotta primizia dalla Puglia.

Per ogni tappa tante fotografie gratis. I fotografi sono pagati dall’ organizzazione. Una cosa da apprezzare, visto che in tante manifestazioni blasonate l’ acquisto delle foto incide più del costo di partecipazione.

Ogni anno una nuova maglietta – rigorosamente in cotone – con il claim che ci porta un messaggio, un motivo di riflessione, un pensiero.

Quest’ anno The Secret Ingredient, un invito all’autenticità, il richiamo all’idea che ognuno abbia un proprio ingrediente segreto: un tratto, un valore, un’energia che contribuisce al benessere collettivo, un ingrediente che “si confonde nella folla”, ma emerge al momento giusto.  

Un messaggio di comunità che rafforza l’idea che il contributo di ciascuno renda speciale l’esperienza collettiva.

Così Sabrina e Sergio ci raccontano la maglietta grigio mélange 2026, un colore che richiama questo concetto simbolo di un ingrediente segreto che si mescola tra la folla per emergere nel momento giusto.

In pratica, l’ingrediente segreto è ognuno di noi, ognuno porta qualcosa di speciale e irripetibile alla collettività, e questo emerge proprio quando ci si mette in gioco insieme agli altri.

È un tema molto in linea con lo spirito della 5.30: una corsa non competitiva in cui il valore non è la prestazione individuale, ma la partecipazione collettiva — e in quella folla grigia, ognuno porta il proprio “ingrediente” che fa la differenza.

Prossime tappe: 22 maggio Milano, 29 maggio Torino, 5 giugno Modena, 12 giugno Bologna, 19 giugno Ferrara, 26 giugno Mantova, 3 luglio Venezia, 10 luglio Brighton, 10 luglio Virtual 5.30 e 17 luglio Nottingham.

Per me la prossima tappa sarà il 5 giugno Modena, dove tutto è nato e dove lo scorso anno ho vissuto una 5.30 strapiena di persone e, come da tradizione, chiuderò la “mia” 5.30 il 3 luglio a Venezia …e poi via a San Pietro in Volta per la De corsa per San Piero

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