Run 5.30 Venezia – Quando la città si sveglia insieme ai runner. 3 luglio 2026
Con la tappa di Venezia si è concluso il Tour 2026 della Run 5.30, il circuito che tra maggio e luglio ha portato migliaia di runner e camminatori a vivere nove città italiane più due inglesi in un momento della giornata davvero speciale: l’alba. Per me è stata l’ultima tappa di questa stagione e, probabilmente, anche una delle più suggestive. Correre in una Venezia ancora silenziosa, mentre il sole sorge sulla laguna, è un’esperienza che va ben oltre l’aspetto sportivo. In questo racconto ripercorro i momenti più significativi della mattinata, il percorso, le persone che rendono unica la Run 5.30 e il particolare “popolo delle 5.30”, che ha scelto di iniziare la giornata in modo diverso.
L’alba sulla laguna
Ci sono manifestazioni che si ricordano per il percorso, altre per il panorama, altre ancora per l’organizzazione.

La Run 5.30 ha una caratteristica che la rende diversa da tutte le altre: cambia completamente il momento della giornata in cui si vive la città e si fa sport.
Per partecipare bisogna mettere la sveglia alle quattro del mattino, qualche volta anche prima. Quando suona, la domanda è sempre la stessa: chi me l’ha fatto fare?
La risposta arriva poco dopo la partenza.
Partiamo dalle Zattere quando Venezia è ancora sospesa tra la notte e il giorno.

Il cielo comincia lentamente a schiarire. Dietro il profilo del Lido compare una sottile fascia rossa che, nel giro di pochi minuti, diventa un sole pieno.
La luce si riflette sulla laguna, accende le facciate dei palazzi e illumina i volti delle centinaia di runner e camminatori.

È difficile spiegare cosa si prova in quei momenti. Le fotografie restituiscono i colori, ma non il silenzio, l’aria fresca del mattino e quella sensazione di essere dentro una Venezia che appartiene ancora ai suoi abitanti.
Lo shock della sveglia è già dimenticato.

Venezia si attraversa così
Dalle Zattere il percorso raggiunge Punta della Dogana proprio mentre il sole esce dall’orizzonte.

Vale quasi la pena fermarsi.
Davanti c’è il bacino di San Marco illuminato dalla luce dell’alba. Dietro, una lunghissima fila di magliette grigie occupa tutta la fondamenta. Sul petto di ogni partecipante compare il claim dell’edizione:
The Secret Ingredient
Una scritta semplice che accompagna mille persone diverse, unite dalla stessa idea: vivere Venezia in un orario insolito.

Dal Ponte dell’Accademia lo sguardo corre naturalmente verso il campanile di San Marco, che raggiungeremo poco dopo.
Il percorso alterna calli strette, ponti e piccoli campi. Venezia si lascia attraversare lentamente, senza la folla che poche ore dopo riempirà ogni angolo della città.
Quando sbuchiamo in Piazza San Marco troviamo una scena insolita.
La piazza è quasi deserta.
Gli unici al lavoro sono gli operatori della nettezza urbana che stanno cancellando le tracce della notte appena trascorsa.
Bottiglie vuote, bicchieri di spritz abbandonati, cartacce.
È una scena che fa riflettere. Da una parte il divertimento di migliaia di persone, dall’altra chi, all’alba, restituisce dignità a uno dei luoghi più belli del mondo. Basterebbe un po’ più di rispetto perché quel lavoro fosse molto più semplice.
Lasciata Piazza San Marco, il percorso raggiunge il Ponte di Rialto, attraversa Campo Santa Margherita e prosegue verso il Canale della Giudecca.

In fondo compare la sagoma inconfondibile del Mulino Stucky.
L’arrivo è ormai vicino.
Dietro la Run 5.30
Ad aspettare ogni partecipante c’è Sergio Bezzanti, l’inventore della Run 5.30.

Diciotto anni fa ebbe un’idea tanto semplice quanto originale: organizzare una corsa prima dell’inizio della giornata lavorativa.
Quando gli chiedono come sia nata, risponde con il sorriso:
“Vado a letto presto e mi sveglio presto.”
Da quell’abitudine personale è nato un circuito che oggi attraversa numerose città italiane e che, nell’edizione 2026, ha coinvolto complessivamente circa 38.000 partecipanti.
Sergio è all’arrivo con la bandiera Finish 5.30 in mano.
Saluta tutti.

Chi arriva per primo e chi arriva per ultimo riceve la stessa attenzione. È un particolare che dice molto dello spirito della manifestazione.
Il ristoro è essenziale ma perfettamente calibrato: acqua e ottime ciliegie arrivate dalla Puglia. Dopo una corsa estiva non serve altro.
Con Sergio c’è Sabrina Severi, nutrizionista e anima organizzativa della Run 5.30.

Se Sergio rappresenta l’intuizione e la creatività, Sabrina rappresenta il metodo, l’organizzazione e l’attenzione ai dettagli.
È un equilibrio che funziona.
Probabilmente è anche uno dei motivi per cui, dopo diciotto anni, la Run 5.30 continua a crescere.

Il popolo della 5.30
Chi partecipa alla Run 5.30 ha caratteristiche molto diverse, ma qualcosa in comune c’è.

Ama fare attività fisica, naturalmente.
Ma soprattutto non considera una levataccia alzarsi quando fuori è ancora buio per vivere la città in un momento che quasi nessuno vede.
Le strade sono ancora vuote.
Il traffico non è iniziato.
L’aria è fresca.
I rumori sono pochi.

È una città diversa da quella che conosciamo durante il giorno.
Alle sei e mezza, o poco più tardi, tutto è finito.
Una doccia, la colazione e si va al lavoro.
È forse questo uno degli aspetti più sorprendenti della Run 5.30: prima che la giornata lavorativa inizi, migliaia di persone hanno già corso o camminato per alcuni chilometri.
Tra loro c’è davvero di tutto.

Studenti e studentesse.
Professionisti.
Lavoratori.
Pensionati.
Famiglie con bambini ancora assonnati, tenuti per mano o in braccio dai genitori.

C’è chi corre forte e chi passeggia con calma.
Nessuno sembra fuori posto.
Perché qui il cronometro conta poco.
Conta molto di più esserci.
Arrivederci al 2027
Con Venezia si chiude il Tour 2026 della Run 5.30.
Undici città, migliaia di persone e altrettante albe vissute correndo o camminando.

Ogni tappa ha avuto il proprio carattere. Venezia, con la luce che sale dalla laguna e una città ancora addormentata, è stata una conclusione perfetta.
Ora il circuito si prende qualche mese di pausa.
L’appuntamento è già fissato per il 2027, quando, dalla metà di maggio, saranno Verona e Palermo ad aprire una nuova stagione delle Città 5.30.
Se non avete mai partecipato a una Run 5.30, il consiglio è semplice.
Provate almeno una volta.
Non scoprirete soltanto una corsa diversa.
Scoprirete una città in un momento della giornata che, normalmente, ci perdiamo dormendo.


