Run 51 – Istrana TV, 27 settembre 2026

Diario di corsa
Run 51. Una corsa con una propria identità
Non capita tutti i giorni di correre sulla pista di un aeroporto militare, tra hangar, velivoli e piste di rullaggio. La Run 51 porta 3.700 persone dentro la base di Istrana e costruisce attorno alla corsa una giornata di sport, curiosità e socialità. Un’organizzazione imponente per gestire un numero importante di partecipanti e un luogo capace di dare alla manifestazione ciò che cerco sempre più spesso nelle corse a cui partecipo: un’identità e un carattere riconoscibili.

Run 51: correre dove decollano i jet

Non capita tutti i giorni di correre dove normalmente sfrecciano jet in decollo e atterraggio.

E non capita spesso di farlo immersi in una scenografia fatta di hangar, velivoli in esercizio e aerei dismessi, diventati per un giorno insoliti fondali per le fotografie di migliaia di runner.

I primi chilometri della Run 51 li abbiamo percorsi proprio sulla pista dell’aeroporto militare di Istrana. Una sensazione strana, difficile da ricondurre a quella di una normale manifestazione podistica. Per certi versi anche un po’ inquietante: trovarsi a correre su una pista destinata a tutt’altro fa un certo effetto.

Su tutto, però, ha prevalso la curiosità.

Per anni ho visto questo ambiente soltanto dall’esterno, passando in auto lungo la strada che per un lungo tratto costeggia il perimetro della base militare. Questa volta ero dall’altra parte della recinzione, dentro un luogo normalmente inaccessibile e nel quale, tra l’altro, ha prestato servizio anche Samantha Cristoforetti.

Una corsa organizzata dai Montello Runners

Il nome della manifestazione viene dal 51° Stormo dell’Aeronautica Militare, che ha qui la propria base.

La Run 51 è stata organizzata dai Montello Runners dell’olimpionico Salvatore Bettiol in collaborazione con il 51^ Stormo.

Insolito il luogo, quindi. E insolito anche il personale addetto all’assistenza: questa volta, accanto ai volontari, c’erano soprattutto uomini e donne in divisa.

Ce ne siamo accorti già all’ingresso.

L’accesso alla base e il parcheggio lungo le piste di rullaggio erano regolati da un’organizzazione imponente, con percorsi e procedure predisposti per gestire in sicurezza l’arrivo di migliaia di persone.

Decine e decine di militari erano schierati nei diversi punti per l’assistenza logistica. Al di là dell’efficienza organizzativa, quello che abbiamo apprezzato è stato soprattutto il modo in cui siamo stati accolti: disponibilità, gentilezza e anche una certa cordialità che forse non tutti si aspettano entrando in una base militare.

Siamo arrivati con largo anticipo, con il sole ancora basso sull’orizzonte. E l’attesa è diventata un’occasione per esplorare un posto nel quale difficilmente si ha la possibilità di entrare.

In 3.700 dentro la base

Eravamo circa 3.700 al via.

C’erano gli atleti veri, quelli che i dieci chilometri li corrono poco sopra la mezz’ora. Ma c’erano anche famiglie con bambini piccoli, anziani, ragazzi e ragazze, persone con i cani e passeggini.

Numerosi i gruppi podistici della zona, ma anche quelli arrivati da più lontano.

Insomma, una vera manifestazione di massa, tanto che le iscrizioni erano state chiuse già una decina di giorni prima. Una partecipazione che, inevitabilmente, ha lasciato soltanto le briciole alle altre manifestazioni podistiche organizzate nella stessa giornata sul territorio.

Due i percorsi, di 5 e 10 chilometri competitiva FIDAL e ludico – motoria, entrambi interamente all’interno dell’aeroporto.

Il tracciato era quello che ci si può aspettare in una base aerea: interminabili rettilinei sulle piste di rullaggio, lungo le recinzioni e attraverso le diverse aree della struttura. Non esattamente un percorso movimentato, ma non era certo per la varietà del tracciato che eravamo venuti fin qui.

Prima della corsa, l’alzabandiera

La partenza è stata ritardata di circa mezz’ora per consentire l’ingresso di tutti gli iscritti.

Prima del via si è svolta una lunga cerimonia dell’alzabandiera, accompagnata dagli interventi ufficiali e dalla consegna simbolica di un assegno di 27 mila euro alla Pediatria dell’Ospedale di Treviso, frutto dell’edizione 2025 della manifestazione.

Poi finalmente si è corso.

L’organizzazione è stata eccellente nella consegna dei pettorali, nella gestione della partenza e lungo il percorso.

Qualche difficoltà in più ai ristori, comunque ricchi di frutta e dolci, probabilmente un po’ sottodimensionati rispetto al numero dei partecipanti.

Una scelta che ho invece particolarmente apprezzato è stata la presenza di numerosi bagni chimici, non soltanto nella zona di partenza e arrivo ma anche a metà percorso. Un dettaglio tutt’altro che secondario quando 3.700 persone trascorrono diverse ore all’interno di un ambiente che deve poi tornare alla sua normale attività senza essere disseminato di fazzoletti di carta e altri residui.

Gnocchi, gelato e 2.500 calici di prosecco

Dopo l’arrivo, la dimensione sportiva ha lasciato spazio a quella della festa.

Affollamento impressionante ai punti di distribuzione degli gnocchi e del gelato, offerti e gestiti dagli sponsor. Il prosecco, invece, è terminato rapidamente, nonostante fossero disponibili ben 2.500 calici.

Come nelle manifestazioni di fascia alta, anche il pacco gara era adeguato al costo dell’iscrizione, con buoni prodotti, maglietta e medaglia.

A completare l’atmosfera, musica e animazione con gli speaker di Radio Piterpan e Radio Bella & Monella.

Una corsa con una propria identità

Ognuno ha i propri criteri per valutare la qualità di una manifestazione e decidere se tornare a casa soddisfatto.

Questa mia prima partecipazione alla Run 51 mi ha soddisfatto soprattutto per una ragione: questa corsa ha una propria identità. Ha un carattere preciso che la distingue da tante altre manifestazioni nelle quali, alla fine, si va soprattutto per fare una corsetta in un contesto organizzato, trovare servizi e assistenza e praticare sport in compagnia.

Frequento anche quelle manifestazioni e continuerò a farlo. Ma preferisco largamente quelle che hanno una personalità riconoscibile.

Si potrebbe obiettare che, disponendo di un luogo come un aeroporto militare, costruire un’identità sia facile.

In parte è vero.

Ma qualcuno deve aver avuto l’idea di organizzare qui una manifestazione sportiva. E soprattutto deve essere stato capace di trasformare quell’idea in un evento da 3.500 partecipanti, affrontando problemi logistici, organizzativi e di sicurezza che in un luogo del genere sono certamente superiori a quelli di una normale corsa cittadina.

La personalità di una manifestazione, del resto, può essere costruita anche in luoghi meno caratteristici e con minori risorse “naturali”. Servono visione, idee e capacità di realizzarle.

Nel caso della Run 51 al carattere particolare del luogo si sono aggiunte una buona organizzazione e la capacità di costruire intorno alla corsa un contorno piacevole.

È quello che cerco in manifestazioni di questo tipo: la dimensione sportiva, certamente, ma anche socialità, curiosità e divertimento.

Qui le ho trovate tutte.

Sono quindi contento di aver partecipato alla Run 51 e di aver vissuto, almeno una volta, una grande manifestazione di massa dentro un aeroporto militare.

Questo non significa che abbia dimenticato le corse popolari da tre o quattro euro, con i servizi essenziali, pochi fronzoli e magari qualche centinaio di partecipanti.

Le mie radici podistiche sono lì. E ci stanno benissimo.

51° Stormo Aeronautica Militare
Run 51 · Oltre la corsa
Sport, territorio e solidarietà

Riporto dalla pagina Facebook del 51° Stormo alcune informazioni sugli aspetti sociali e di solidarietà.

Grande la soddisfazione del comandante del 51° Stormo, il colonnello pilota Marco Mangini.

“È stato un affetto eccezionale – ha spiegato il comandante –. Come nelle scorse edizioni la partecipazione è stata molto numerosa e anche quest’anno non ci siamo fatti mancare i numeri: siamo arrivati a più di 3.700 persone dalla provincia di Treviso e non solo. È stato un colpo d’occhio veramente eccezionale vedere tutte queste magliette verdi sulla via di rullaggio e all’interno dell’aeroporto. È stata una cosa bellissima e ringrazio tutti per la partecipazione”.

Una risposta che conferma ancora una volta il legame tra il 51° Stormo e il territorio trevigiano.

“Per noi è molto importante sentire l’affetto della comunità nella quale viviamo quotidianamente – ha proseguito Mangini –. Tutto il nostro personale vive qui e sentirci ancora più vicini alla popolazione sottolinea quanto sia importante il nostro lavoro, che è a favore della sicurezza di tutti noi”.

Al centro della mattinata non soltanto lo sport, ma soprattutto la solidarietà. I 27 mila euro raccolti grazie alle iscrizioni, agli sponsor, alle associazioni e a quanti hanno sostenuto l’iniziativa saranno infatti devoluti in beneficenza.

Una parte sarà destinata al programma solidale dell’Aeronautica Militare “Un Dono dal Cielo”, che sostiene progetti a favore di ospedali italiani, mentre una quota sarà destinata direttamente al reparto di Pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Il progetto dell’Aeronautica, per l’area Nord, sostiene inoltre l’ospedale pediatrico Buzzi di Milano.

“Iniziative come questa sono importanti anche perché finalizzate alla beneficenza – ha sottolineato il comandante –. Tutto il ricavato delle iscrizioni, degli sponsor, delle associazioni e degli amici che hanno contribuito andrà a progetti benefici. Una buona parte di quanto raccolto oggi andrà al Ca’ Foncello di Treviso, al reparto di Pediatria”.

La mattinata ha avuto anche un momento particolarmente significativo dedicato al ricordo di Maurizio Fabian, scomparso nell’aprile scorso all’età di 59 anni. Fabian era stato tra le figure fondamentali per la nascita e la crescita della RUN51 e aveva lavorato con grande impegno alle precedenti edizioni della manifestazione.

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