Marcia delle Primule -Magrè di Schio, 8 marzo 2026
Ritorno a Magrè dopo tanto tempo (oggi e la 53^ edizione) e lo faccio all’ insegna della corsa della nostalgia.

Erano anni che volevo ritornare in una delle prime corse che avevo fatto quando negli anni ’70 avevo iniziato a fare questo sport. Quest’ anno ho sconfitto anche la pigrizia e ci sono venuto.
Per un lungo periodo, con quello che a quei tempi era il mio Gruppo Podistico, eravamo andati a correre nel vicentino. Ricordo Magrè di Schio con la Marcia delle Primule e Sossano con la Marcia degli Ulivi. Avevamo molti amici e tra questi, Vito Pesavento a Sossano ed Elder Pizzolato a Magrè, ideatori e animatori di quelle manifestazioni.
Che Vito se ne fosse andato, lo sapevo; oggi vengo a sapere che anche Elder lo ha seguito.
È stato bello avervi conosciuti e aver imparato tante cose da voi.
Veniamo ad oggi, una non competitiva d’altri tempi, pratiche antiche, grande folla.
Partenza dalle 8 alle 10.30 ma alle 7, quando arrivo, c’è già molta gente sui percorsi, evidentemente gente che dorme poco e che si vuol godere la bellissima giornata di sole.

Fatta l’ iscrizione e avuto conferma che i percorsi erano ben segnalati, alle 7 e mezza sono già in strada.
Con la partenza così diluita , i 5.000 e passa partecipanti quasi non si vedono, ma ci sono.
Quattro percorsi: 4, 6, 14 e 19 km. Con i più lunghi ci arrampichiamo sulle Piccole Dolomiti, pendici del Monte Magrè e dell’ Altopiano del Tretto.


Per il mio di 14k (poco meno di 15, in realtà) una lunga salita di 8 km per 500 e passa D+, non grande pendenza ma costante, senza respiro , tra strada asfaltata, sentieri in mezzo al bosco e borghi abbandonati.


Ottima organizzazione.
Parcheggi ben segnalati e tanti volontari ad aiutare nel parcheggio (cosa non scontata; capita di arrivare in una località sconosciuta e andare in esplorazione per trovare un posto per lasciare l’auto).
Numerosi postazioni per le iscrizioni con decine di volontari a rendere veloce la pratica.
Percorsi ben balisati e con tanti volontari ad aiutare nei punti critici e negli attraversamenti.
Alle iscrizioni una di quelle che ho chiamato “pratiche antiche”: il cartellino d’iscrizione, non il bracciale, di bella grafica e, altra pratica antica, con spazi per la punzonatura, con la pinza o pennarello.

Un rito che sa di storia (oggi il “controllo” si fa con il chip), che ho molto apprezzato anche se non ho capito a cosa sia servito.

Una cosa che ho apprezzato molto è il gadget ricordo (non annunciato) che ci hanno dato con il cartellino d’iscrizione. Una simpatica medaglietta di legno incisa a laser. Non le mitiche medaglie di una volta, ma pur sempre un pensiero gradito (andrò alla ricerca delle medaglie degli anni passati e le pubblicherò qui sotto).
Ristori ben forniti e con bene in vista l’ ingiunzione di esibire il cartellino al ristoro, segno che la pratica della partecipazione clandestina – anche questa di origini antiche – è purtroppo ancora in vigore.

Possibile che non si abbiano 4 euro per dare un modesto contributo ai costi organizzativi? Secondo me c’è chi gode a non pagare e a metterlo in quel posto all’ organizzazione.
Ristoro d’arrivo ben fornito: panino con ampia scelta d’imbottitura, colomba pasquale e altri dolci, frutta, vino in abbondanza e ottimo brulé. Tè e aranciata per i più timidi.


Partenza e arrivo in posti lontani un chilometro.
Buona la scelta della location di partenza, decentrata ma ben fornita di parcheggi e di quella di arrivo, in centro.
Una annotazione, più di costume che di sostanza. Qui non ho visto il “deposito sacche”, un servizio di custodia delle borse che di solito noi ci portiamo dietro con il cambio post gara. Un servizio utile nella prospettiva della prevenzione delle intrusioni nelle auto lasciate incostudite nei parcheggi. Si tratta di un servizio molto apprezzato ma che comporta un certo onere organizzativo. Nel padovano non esiste manifestazione, anche non particolarmente famosa, dove non sia presente. Nel vicentino, evidentemente, non fa parte delle buone abitudini organizzative. Giusto per segnalarlo.
Una manifestazione FIASP Vicenza. Mi fa piacere che da qualche parte la FIASP – all’interno della quale ho militato per lungo tempo, sostenendo non poche battaglie – funzioni (non solo per il sacchetto panino). Stendiamo un velo pietoso sulla delegazione trevigiana, una presenza, a dir poco, imbarazzante.


Un siparietto truce: per raggiungere il punto di partenza dove avevo lasciato l’auto, dover chiedere “scusi, per il cimitero?” Le iscrizioni e la partenza erano nel parcheggio del camposanto!

Direi che l’ Operazione Nostalgia sia andata a buon fine e che il prossimo anno si possa ritornare a Magrè. Senza nostalgia.
Ringrazio l’Associazione Marcia delle Primule per aver organizzato con eccellenza e, soprattutto, per tenere viva una manifestazione che ha fatto la storia del podismo non competitivo.
Una nota curiosa.
Stavo scrivendo questo racconto e volevo far riferimento alle corse che parecchi anni fa avevo fatto nel vicentino.
Non ricordando il nome di quella di Sossano, vado a fare una ricerca in internet e trovo un recente articolo del Giornale di Vicenza che racconta la storia di quella manifestazione.
A corredo dell’ articolo c’è una bellissima foto della partenza dell’ edizione 1973 e chi c’è al centro dell’immagine, in primo piano?
Un giovane runner che ancora non sapeva cosa gli avrebbe riservato il futuro!

Da non credere… Sono commosso
