Pasquetta RUN.dagiA – Montegrotto Terme, 6 aprile 2026

La Pasquetta RUN.dagiA  mi è piaciuta soprattutto per due ragioni:

  1. Il sapiente sfruttamento delle caratteristiche del territorio per tracciare i percorsi, per cesellare con cura i diversi passaggi, zigzagando tra i tanti sentieri dell’ area.
  2. La  “personalità” dimostrata dal Gruppo organizzatore nel caratterizzare la manifestazione, nel darle un sentimento, nel far vivere un’emozione.

I percorsi

I Colli Euganei sono stati lo scenario degli impegnativi percorsi.

13 e 19 chilometri lungo salite e discese, con pendenze spesso impegnative, con fondo impervio che ha messo a dura le nostre articolazioni, veri e propri segmenti trail; percorsi segnalati in locandina come “impegnativi” e “molto impegnativi” per i quali venivano consigliate scarpe da trail; il tipo di percorsi che mi piacciono proprio: single track, nel bosco, duri, affascinanti; da soddisfazione, fisica e mentale.

Per i meno esigenti un percorso pianeggiante di 7 km.

La  personalità

Premesso che ritengo sia già un buon risultato quello di aver garantire una buona organizzazione e che di questo si possa essere più che soddisfatti, penso che l’ eccellenza organizzativa sia raggiungibile quando si riesce anche a dare un’ anima all’ evento.

Dare un’ anima, per me, significa caratterizzare l’evento, dargli quel qualcosa che lo differenzia dagli altri, significa farlo ricordare per qualcosa, significa generare in chi partecipa una qualche emozione, forse un “sentimento”, che dura nel tempo e che ben dispone a ritornare.

Riconosco che non sia facile suscitare emozioni particolari, creare qualcosa che si faccia ricordare, soprattutto quando hai a disposizione un ambiente naturale che tra sentieri da calpestare e paesaggi da osservare e che già da soli danno un’impronta alla manifestazione.

Ma alla Pasquetta RUN.dagiA ci hanno provato – e ci sono riusciti – sviluppando tutta la manifestazione attorno alla metafora della Divina Commedia, dalla denominazione dei percorsi (il Purgatorio per il percorso medio. l’Inferno per quello lungo), l’arrivo visto come il Paradiso; tanti volontari con abiti che richiamavano la più classica iconografia dantesca – con Dante stesso ad accoglierci alle soglie del …Paradiso; i diversi aspetti del running declinati nel lessico della Divina Commedia; versi della Commedia disseminati ovunque lungo i percorsi.

Con la  partenza diluita tra le 8 (ma anche molto prima) e le 9 non ho potuto apprezzare l’entità della partecipazione, ma visto quante persone erano sui percorsi, credo che saremo stati tra i 1.000 e i 1.500, un bel numero vista la festività che invitava i più a sdraiarsi all’ombra nei boschi che a percorrerne i sentieri di corsa e camminando.

Ristori ricchi e numerosi; uova sode e rabosello frizzante poco prima dell’arrivo e panino ben imbottito, frutta, dolci, salati, bibite e tea caldo all’arrivo. 

…e per finire, Dante in persona ad intervistare per la RUN.dagi TV , un angolo speciale, con interviste impossibili , con domande poco convenzionali per risposte creative ….

Organizzazione di qualità a cura dei Run.dagi, una squadra amatoriale di podismo e running che, come si descrivono,c’è chi “RUN” e chi “aDAGIo”, da lupi solitari e branco , un gruppo che a quel che vedo dà sempre un tocco di originalità alla propria attività e alle proprie manifestazioni (io sono giù stato alla  Marcia dee mastee).

Tanti volontari al lavoro, per il nostro divertimento, per la nostra sicurezza …. e per il nostro appetito.

Sempre tanti amici e amiche ovunque vada.

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