Sardon Run 2026 – Villaggio del pescatore TS , 22 agosto
S1, uno stile inconfondibile
Se nella zona del percorso del tuo trail c’è un passaggio bello da vedere o impegnativo da fare, puoi essere sicuro che Tommaso te lo ficca dentro.

E sono imprecazioni, soprattutto se sei verso la fine del trail o se è buio fondo: ma perché? serviva proprio anche questo? non si poteva arrivare direttamente al traguardo senza tante complicazioni?
È il trial, bellezza!

Ma è proprio per questo che io partecipo sempre con piacere alle proposte di S1, soprattutto quando vengono annunciate novità, salvo poi lanciarmi nelle esclamazioni di cui sopra appena ci sono dentro….
I nuovi 17k con 420 D+ non hanno smentito la tradizione.
Una prima parte, con la salita più importante, facilmente corribile anche se con frequenti passi su rocce carsiche, bene appuntite, ben taglienti, con vista sul mare e con il sole basso sull’orizzonte. Un momento impagabile e che da solo, come recitano le guide turistiche ed eno-gastronomiche, merita il viaggio!

Un po’ di coda in quota e usata per godere senza fretta il panorama.

Qualche strozzatura che ti obbliga a riprendere il respiro ma poi bei passaggi nel sottobosco carsico. Un percorso molto vario anche in questa prima parte.

La seconda parte decisamente più impegnativa, prima per raggiungere in salita il Sentiero Rilke, con passaggi tra alberi abbattuti da scavalcare e sotto cui infilarsi quasi in ginocchio, con rocce e scalini su cui arrampicarci, con scalette e ponti artificiali in legno che manco Robin Crusoe …

Il Sentiero Rilke a strapiombo sul golfo con una vista meravigliosa anche di notte: le luci della costa slovena, di Grado e una luna super luminosa…ma anche un fondo impegnativo di rocette e radici affioranti a contrastare lo spirito romantico trasformandolo in quello dello scaricatore di porto.

Ultimi chilometri – ovviamente al buio per chi va lento – dentro un fitto sottobosco, su single track con fondo da … sacramenti, lungo trincee della Grande Guerra. Fortunatamente tutto ben segnalato con i catarifrangenti delle balise ad indicare già da lontano la direzione.
L’ atletico e coraggioso Mauro a recitare il rosario di … questi non mi vedono più… quando io ero alla terza botta. Non so se darò anche la quarta.

Finalmente la gioia di un po’ di asfalto, un giro della pineta (ma perché? … perché Tommaso è sempre Tommaso).
L’ istrionico Gilberto ad attenderci a braccia aperte e due allegre e danzanti ragazze a consegnaci la medaglia.

Un ristoro con residui di anguria, di altra frutta e di un dolce non ben definito… Ma eravamo in compagnia della Scopa, pur in largo anticipo sul tempo massimo. Prossimo anno, se ci sarò, farò un percorso più breve per gustarmi tutta la festa del fine gara.

Nei due frugali ristori lungo il percorso non avevo mangiato quasi nulla, se non anguria. All’ arrivo non avevo fame e non ho assaggiato i sardoni panati e fritti (terzo tempo a libero acquisto) ma una super birra ghiacciata me la sono regalata e mi sono fatto accarezzare da un bel vento teso e fresco freddo prima di intraprendere la via della doccia e del letto dove mi sono abbandonato tra le braccia di Morfeo ben oltre la mezzanotte. Forse ero ancora carico di adrenalina.

Un’organizzazione impeccabile
Qualche nota generale: il solito e da me sempre apprezzato stile organizzativo S1, costo d’iscrizione ridotto all’ osso con possibilità di acquisto a parte dei gadget e del cibo finale.

Bella, comoda e accogliente l’area di partenza e arrivo, ampi spazi sul lungomare del Golfo di Trieste, pineta ombrosa e tutti i servizi necessari.


Percorsi ben segnalati, tantissimi volontari al lavoro. Bella la “firma” lungo il percorso!

Ristori un po’ sotto la tradizione S1.
Servizio fotografico professionale con fotografi piazzati nei punti panoramici e attrezzati per la fotografia notturna. Decisamente caro, ma non si è obbligati all’acquisto. Io ho fatto l’acquisto anche se le foto mi sono costate più dell’iscrizione e anche se il sistema di riconoscimento facciale non mi ha dato alcuni scatti che mi erano stati fatti; mi dispiace non aver trovato quello con il castello di Duino sullo sfondo e per il quale avevo anche ringraziato il fotografo (recuperata, poi, dal sito dell’organizzazione).
Medaglia: tema Sardon, ben curata tecnicamente e graficamente con incisioni colorate. A me non è piaciuta – parere ultra soggettivo – perché per me – ripeto, parere soggettivo – la medaglia deve essere una “medaglia”, cioè rotonda o al massimo, di formato geometrico, senza troppa creatività nella forma, creatività che si dovrebbe esprimere in una sapiente elaborazione grafica, in un bel conio. Ma, lo dico per la terza volta, è un semplice gusto personale.
In perfetto stile S1 anche l’attribuzione della medaglia: uguale per tutti, competitivi e non competitivi, ultra e family; in fin dei conti è un “ricordo”, non un “premio”.
Una bella maglietta ricordo, in tessuto tecnico e lavorazione di qualità. Stesso tessuto e grafica per lo scaldacollo, compreso nella quota d’iscrizione.

Grazie ancora a S1, a Tommaso e Susanna, a tutti i volontari e volontarie, cito Anna e Matteo che conosco da tempo.
Ci vediamo alla Corsa della Bora e all’ Alpe Adria Ultra – edizione invernale e di primavera, alle quali sono già iscritto da tempo. Per il Sardon 2027 ci devo pensare.
Post scriptum
La manifestazione si tiene fin dalla prima edizione al Villaggio del Pescatore, piccolo centro turistico e residenziale del comune di Duino Aurisina, alla foce del Timavo, nel Golfo di Trieste. Una località paesaggisticamente gradevole, con ampi spazi per accogliere eventi come questo, ma con una criticità evidente: il parcheggio.
Gli organizzatori hanno cercato fin dall’inizio soluzioni per limitare i disagi a residenti e partecipanti, quest’anno anche navette dedicate per raggiungere la partenza e per ritornare. Ciò nonostante, già dalla prima edizione non sono mancate le proteste di alcuni residenti per il traffico, i rumori e le strade intasate. Negli anni mi era sembrato che le tensioni si fossero attenuate e che amministrazione comunale, attività commerciali e residenti avessero maturato un atteggiamento più accogliente verso la manifestazione e noi partecipanti.

Questa mattina, però, ho letto un post del sindaco che sottolineava e apprezzava il contributo dell’evento alla visibilità e all’economia della località. Sotto, alcuni commenti di residenti e diportisti decisamente infastiditi, soprattutto per le limitazioni alla mobilità causate dall’insolito afflusso di persone e automobili.
Credo che per una giornata si possa sopportare qualche disagio straordinario e comprendo solo fino a un certo punto chi, non traendo vantaggio diretto da un evento, non vuole sopportarne neppure gli effetti. Ma penso anche che non tutti i luoghi siano adatti a ospitare qualsiasi manifestazione e che la fragilità di alcuni contesti vada rispettata.
Da atleta mi dispiacerebbe non tornare al Villaggio del Pescatore. Da organizzatore, però, valuterei due possibilità: contingentare la partecipazione oppure cambiare sede. Come ho scritto commentando quel post, sono certo che, in caso di spostamento, noi atleti comprenderemmo la scelta e continueremmo ad aderire in massa alla Sardon Run.
Tommaso, se non siamo graditi, togliamo il disturbo. Non saremo certamente noi a rimetterci.




Come da tradizione nel pre gara di S1 a Trieste, una sosta d’obbligo da Sardoc, gostlina carsica.


